giovedì 11 marzo 2010

Involtini di verza

Involtini di verza

Ormai dovremmo esserci abituati e invece.....
si...ormai è una costante, quando ci stiamo abituando al cambio stagione... puntuale arriva il colpo di coda .....
la settimana scorsa avevamo goduto dei prodomi primaverili......
le temperature stemperate, il sole, i fiori e le primizie sui banchi del mercato....
invece, da lunedi, siamo piombati di nuovo, nell'inverno più cupo....freddo, pioggia e neve....
questo lo ricorderò come l'inverno più nevoso degli ultimi tempi, sarà perchè dopo tanti anni...
è caduta anche qui a Roma.....
certo è che martedi mattina, davanti al banco della frutta e verdura, con il vento freddo che soffiava forte, dando una rapida occhiata a fragole e asparagi.....ho preferito acquistare arance e verza........e ieri sera l'ho preparata così:

Involtini di verza


Ingredienti:

12 foglie di verza belle grandi
100 gr. macinato di maiale
100 gr. macinato vitellone
80 gr. salsiccia spellata
80 gr. di ricotta o formaggio primosale
2 uova
5 cucchiai di parmigiano grattugiato
sale e pepe


80 gr. burro
1/4 cipolla
400 gr. polpa pomodoro
vino bianco

Lavare e scottare in acqua bollente e leggermente salata le foglie di verza per due minuti.
Scolare e mettere ad asciugare su un canovaccio.
Nel frattempo preparare il ripieno: in una terrina, mescolare accuratamente le carni, i formaggi e le uova, salare e pepare.
Farcire con questo composto le foglie di verza e chiuderle a fagottino, legandole con uno spago da cucina.

In una larga padella che possa contenere tutti i fagottini senza sovrapporli, far rosolare la cipolla nel burro, unire i fagottini e girarli spesso, bagnare con vino bianco e quando sarà evaporato aggiungere il pomodoro, aggiustare di sale, coprire e cuocere per circa 30 minuti.
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mercoledì 10 marzo 2010

Gattò di patate

Gattò di patate

Tempo fa nel post del sartù, vi raccontai di come la cucina partenopea, ma anche siciliana si arricchì di nuovi sapori, grazie all'avvento dei raffinati cuochi francesi che nel settecento vennero assunti a servizio nelle cucine dei nobili aristocratici....
i monsù in sicilia o monzù a napoli...così venivano chiamati i monsieur, portarono la cucina francese sulle tavole dei signorotti, felici di assaporare nei pranzi ufficiali la delicata cucina, mentre, nel quotidiano, continuavano a chiedere di cucinare anche cibi saporiti, più simili alla loro tradizione culinaria, fatta di quei pochi e semplici prodotti che la terra poteva elargire....
Gli abili cuochi elaborarono così splendide ricette, in cui inserirono il burro, simbolo della cucina francese tenendo conto anche dell'olio.....accoppiando bechamel a sughi forti e corposi....
i nomi delle ricette subirono uno stroppiamento dovuto al dialetto e se il sour tou divenne Sartù, le croquettes divennerò Crocchè.....il gateaux...divenne Gattò.....

Gattò di patate


Ingredienti:

1 kg di patate
80 gr. burro
80 gr. parmigiano grattugiato
100 gr. prosciutto cotto tagliato a cubetti
100 gr. mortadella tagliata a cubetti
2 uova
250 gr. mozzarella
pangrattato
sale e pepe

Lessare le patate in acqua satura di sale (così vengono sode, saporite e asciutte).
Pelarle e passarle allo schiacciapatate, unire il burro e mescolare, inserire il parmigiano, le uova, gli affettati e la mozzarella a cubetti. Aggiustare di sale e pepe se necessario.
Amalgamare bene e dopo aver imburrato e spolverizzato una tortiera di 20 cm di diametro, versare il composto, livellare bene e cospargere di pangrattato, unire qualche fiocchetto di burro ed infornare a 200° per 30/35 minuti circa.
Quando si sarà formata una bella crosticina dorata, sformare in un piatto da portata e servire dopo qualche minuto.
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domenica 7 marzo 2010

Pasta all'uovo.....le tagliatelle!

Come già ampiamente annunciato, la scorsa settimana sono riuscita a partecipare all'ultimo corso delle Simili...
fortuna ha voluto fosse proprio quello sulla pasta all'uovo.....
in passato avevo frequentato un corso analogo, in una scuola trovata casualmente nel web....
ma...nulla a che vedere con la maestria delle ''sorelline''...
vero è che non avendo appreso precedentemente quel che desideravo
ho perseverato con l'aiuto della planetaria e della sfogliatrice a confezionare pasta...
privata, però di quei sapori autentici, classici della pasta tirata a mano....ruvida e dal sapore inconfondibile.....

orbene.....

grazie alle mirabili GEMELLE
..............................missione compiuta!!!
Oggi, ho prodotto, per la prima volta, delle vere tagliatelle.... un po' più spesse rispetto a quanto mi è stato insegnato, giusto per rispettare i gusti di famiglia.
Sono molto felice di essere riuscita nell'intento e spero proprio che Margherita e Valeria siano orgogliose di me......anche se.... sia al corso che, oggi a casa, ho lavorato con delle unghie lunghe e laccate di rosso, tutt'altro che appropriate :D


Ingredienti per 4 persone:

400 gr. farina 0 setacciata più 40 gr.da lasciare vicino alla spianatoia da aggiungere all'occorrenza
4 uova

Disporre la farina a fontana e fare un largo buco al centro, rompere le uova una alla volta in una ciotolina ed inserirle nel buco.
Sbattere le uova con l'aiuto di una forchetta e quando saranno ben amalgamate, inserire un po' della farina dell'anello, per rendere più denso, il composto di uova. A questo punto coprire con il resto della farina e inserendo una grande spatola sotto l'impasto, alzare e portare verso il centro.
Fare quest'operazione tutt'intorno, finchè la farina sarà ben inserita, aggiungerne altra (dei 40 gr. di scorta) se l'impasto dovesse sembrare troppo morbido. Coprire con una ciotola l'impasto grezzo e lavarsi bene le mani, per impedire ai rimasugli di seccarsi sulle mani ed eventualmente rovinare l'impasto che andremo a finire.
Riprendere quindi ad impastare senza schiacciare eccessivamente ne tantomeno premere sul tavolo, il giusto movimento, consiste nel rimboccare un lembo verso il centro e poi esternamente utilizzando una sola mano messa di taglio e lavorando con il pollice e l'eminenza tenar , fare questo movimento su tutto l'impasto, girandolo man mano e facendolo rotolare delicatamente sulla spianatoia. Raccogliere verso il centro le pieghe che si saranno formate e creare una sorta di punta che richiuderemo premendo verso il centro a mo' di bottone.
Mettere in un angolo della spianatoia, con il bottone verso il basso e coprire a campana con una ciotola. Riposare per 30/45 minuti, se dovesse riposare di più, anche qualche ora non succede niente.
Pulire bene la spianatoia, con l'iuto di una spatola, per togliere eventuali rimasugli, che potrebbero bucare la sfoglia.
Cominciare a tirare la sfoglia, con movimenti ampi e veloci verso l'esterno, tenendo il matterello sotto i palmi delle mani, con i polsi rasenti al tagliere.
Ruotare ogni volta la sfoglia di pochi gradi e quando sarà abbastanza grande, tenerne una parte fuori dal tagliere.
A questo punto spostarla solo arrotolandola sul matterello.
Per assottigliare il centro, quando la sfoglia è arrotolata sul matterello, premere muovendo le mani avanti e indietro, facendole scivolare sulla sfoglia. Ripetere per almeno tre volte.
Srotolare e cercare di recuperare uno spessore omogeneo.
Quando la sfoglia sarà ben stesa, nel caso delle tagliatelle lasciarla asciugare un pochino.
Sapremo quando sarà pronta, se ripiegandola in due e premendo sulla piega, riusciremo a tagliarla con il dito (come se fosse un tagliacarte)
Sovrapporre i due mezzi cerchi, con entrambe le parti concave verso l'esterno, arrotolare tutto e tagliare nella misura desiderata.
Man mano che le tagliamo, aprire le tagliatelle e metterle ad asciugare.
N.B.: non aggiungere mai farina, ne quando si stende la pasta, ne quando si mette ad asciugare già tagliata.

Cuocere in abbondante acqua salata e condire a piacere.


Tagliatelle alla boscaiola
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venerdì 5 marzo 2010

La pizza del fornaio.........anzi........delle FORNAIE!

Pizza delle simili

ancora una volta una ricetta delle Simili.....mea culpa, mea maxima culpa...
.....forse dovrei aprire una sezione speciale :D
...........questa pizza nella versione a lievitazione naturale è ormai un classico in casa nostra.......
ogni fine settimana, soprattutto se c'è una partita in tv, nostri amici vengono da noi e ne inforno 2 teglie più 6 calzoni con l'impasto del pizza express ;)
Domenica scorsa però...non avendo potuto rinfrescare la pasta madre la sera precedente...
ho deciso di farla così.....

Ingredienti per una teglia da 40x30 cm:
500 farina 0
250 gr. acqua
50 gr. olio
10 gr. lievito di birra (la ricetta originale ne prevede 25 gr.)
10 gr. sale

1 scatola di pelati da 800 gr.
500 gr. mozzarella
olio extravergine
sale, pepe, origano

Mettere a scolare i pelati in un colapasta.
Tritare la mozzarella e mettere a scolare anch'essa.




A mano:
Fare una fontana con la farina, mettere l'acqua nel centro in cui avremo precedentemente sciolto il lievito, incorporare un po' di farina , quindi l'olio e il sale e man mano tutta la farina.
Impastare e battere finchè otterremo un bell'impasto.*

Bimby:
Acqua e lievito nel boccale: 40 sec. vel. 2, 37°. Unire la farina, l'olio e il sale, 10 sec. vel 6 e poi 2 minuti a modalità spiga.
Finire l'impasto a mano.*

Planetaria:
Farina nella ciotola, con frusta a gancio, azionare vel 1, inserire l'acqua in cui avremo disciolto il lievito,unire l'olio e infine il sale, portare la velocità a 2 e impastare finchè l'impasto stesso prenderà corda aggrappandosi al gancio.
Finire l'impasto a mano.*


*Dare all'impasto la forma di un filone, coprirlo a campana (con una ciotola capovolta)e far lievitare per due ore o poco più. Sgonfiare l'impasto senza lavorarlo e stenderlo con l'aiuto del matterello. Spostarlo sulla teglia che avremo precedentemente unto con l'olio (solo al centro facendo attenzione a non ungere i bordi, che ci serviranno per far aderire la pizza una volta stesa)
Dopo aver spezzettato i pelati, aggiustare di sale e pepe e depositarli sulla pizza, lasciando degli spazi vuoti, dove spingeremo la pasta fin quasi a toccare la teglia, questi sono i cosidetti camini, i quali serviranno per far uscire il vapore che farà il pomodoro durante la cottura. La pasta si cuocerà meglio.
Infornare subito in forno preriscaldato a 250° e cuocere per sette/otto minuti, girare la teglia e continuare la cottura per altri sette/otto minuti.
Cospargere con la mozzarella scolata ( se necessario strizzarla fra le dita), l'origano, l'olio e rimettere in forno per altri sette minuti.
Appena esce dal forno, toglierla dalla teglia, aiutandosi con due spatole e appoggiarla su una grata per evitare che faccia condensa e si ammorbidisca.
Far riposare qualche minuto prima di tagliarla.

Pizza delle simili
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mercoledì 3 marzo 2010

Plum cake rustico con farina di farro

Plum cake rustico con farina di farro

Da quando ho scoperto web, forum di cucina.... blog.... social network con cui poter interagire anche con chef famosi ai quali chiedere consigli.....
è diminuita la mia smania di comprare libri del settore.....anche perchè.... dovrei acquistare un nuovo mobile per poterli stipare tutti!
Però....quando mi capita di passare davanti ad una libreria e li vedo lì...tutti belli allineati... con i loro colori brillanti non posso resistere al richiamo e fare a meno di entrare....
li tocco.... li sfoglio.... e quando il profumo delle pagine mi inebria e le stupende foto mi catturano.....
li metto sotto il braccio e vado in cassa! :D
Immaginate, quindi, quale gioia sia stata per me quest'anno essere presente con le mie ricette tra le pagine di ben tre libri.....
della prima ve ne ho parlato in questo post
la seconda per la bellissima iniziativa di Albertone
e infine.....
altra splendida iniziativa a scopo benefico........quella di Blogger Aid....
per i dettagli, vi riporto al vecchio post ed ora.....finalmente...
la ricetta:

Plum cake rustico con farina di farro

Ingredienti:
200 gr. farina di farro
100 gr farina 00
2 uova
1 yogurt bianco dolce da 125 gr. (io uso il muller)
170 gr. latte
1 pizzico bicarbonato
1 bustina lievito
2 piccole mele golden
il succo di 1 arancia
200 gr zucchero
3 cucchiai di gocce di cioccolato

Tagliare la mela a cubetti e metterla a bagno nel succo di arancia. Montare le uova con lo zucchero, unire il latte, lo yogurt e le farine sempre montando, infine il lievito e il bicarbonato. Incorporare delicatamente le mele, il succo e il cioccolato e mettere il composto in uno stampo da plumcake.
Infornare a 180° per 35/40 minuti circa.
Fare la prova stecchino prima di sfornare.
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martedì 2 marzo 2010

Spaghetti Cacio e Pepe

Spaghetti cacio e pepe

Il piatto più semplice e povero della cucina romana... anche il più chiaccherato.....
nei ristoranti locali è tra i primi più richiesti ed apprezzati eppure......
non è mai l'originale.....
ognuno ha la sua tecnica...
eh si....i puristi inoriddiscono davanti alla ricetta che prevede olio o addirittura panna assieme al cacio e al pepe... unici ingredienti che dovrebbero caratterizzare questo piatto.....
ma molti chef ricorrono all'utilizzo dell'uno o dell'altro o addirittura di entrambi.
Dopo vari tentativi e tante informazioni richieste nei vari ristoranti (ormai sono l'incubo degli chef ;D) sono arrivata alla conclusione che:
se la cuciniamo in casa e agiamo rapidamente possiamo tranquillamente riprodurre la vera ricetta, evitando che dal passaggio della preparazione alla tavola passi molto tempo ed evitando, inoltre,che nel frattempo il pecorino coaguli.....
nel caso ci fossero ospiti ....possiamo optare tranquillamente per la versione con l'olio, in questo modo resterà tutto molto più fluido, senza alterare il sapore ;)
Insomma......possibile che il piatto più semplice che ci sia debba farci paura???
Per chi non l'avesse mai provata, consiglio vivamente di farlo....
non lo dico io ........


lo diceva lui....................................

Aldo Fabrizi:

Tu moje, dopo er solito trasloco,
se gode cò li pupi sole e bagni,
e tu , rimasto solo, che te magni,
si nun sei bono manco a accenne er foco?
Un pasto in una bettola, a dì poco,
te costa un occhio appena che scastagni;
si te cucini invece ce guadagni
e te diverti come fusse un gioco.
Mò te consijo na cosetta cicia,
ma bona, pepe e cacio solamente,
che cor guanciale poi se chiama gricia.
E m'hai da crede, dentro a quattro mura
magnà in mutanne....senza un fiato.....gnente....
se gode più dé la villeggiatura


Spaghetti cacio e pepe


ingredienti per 4:
400 gr. spaghetti (io uso il formato alla chitarra di garofalo)
20o gr. pecorino romano grattugiato
pepe
sale

Lessare la pasta in abbondante acqua salata. Scolare al dente, mantenendo un po' di acqua di cottura da parte e trasferirla in una capiente insalatiera (meglio se di acciaio) unire il pepe, un paio di mestolini di acqua di cottura e il pecorino, girare con l'aiuto di due forchette molto rapidamente e con energia. Aggiungere acqua se è necessario fluidificare.
Impiattare e spolverare con ulteriore pepe

Versione con l'olio:
scaldare l'olio in padella e mantecarci la pasta scolata, aggiungere la crema di pecorino che avremo preparato aggiungendo un mestolo di acqua al pecorino mischiato al pepe.
se vogliamo proprio osare, uniamo anche un paio di cucchiai di panna fresca (crema di latte)
Mantecare bene e impiattare. Aggiungere ulteriore pepe, prima di servire

La foto è della versione originale.

A voi la scelta ;)
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domenica 28 febbraio 2010

Patè al prosciutto cotto e wurstel

Patè al prosciutto cotto

Reduce del bellissimo corso sulla pasta all'uovo con le sorelle Simili..........
si...si....
non posso non parlarvi ancora una volta di loro....
il tempo di riprendermi dal tour de force Roma- Mantova e di far sfiammare i muscoli dei miei avambracci ( tirare la sfoglia della pasta è un bel lavoretto, ci vuole "olio di gomito", specie per chi, come me, è abituato ad usare la sfogliatrice :P)...
e via....
quella che vi sto postando, però, non è una ricetta riportata dal recente corso (ahimè veramente l'ultimo....confermato dalle sorelle stesse :( )
bensì una ricettina last minute, mai pubblicata da Valeria e Margherita in nessun loro libro....
di quelle scritte al volo.... tra gli appunti presi alla fine di una lezione sul pane.....mentre l'assaporavo spalmata sulle streghe appena sfornate....
ed io, l'ho riproposta recentemente ai miei amici ad una cena qui da me ;)

Vi consiglio vivamente di provarla...

Patè al prosciutto cotto


Ingredienti:

250 gr. Philadelphia
1oo gr. prosciutto cotto
2 wurstel
3 cetriolini in salamoia
1 cucchiaio di maionese

Tritare in un mixer: il prosciutto con il wurstel, poi unire i cetriolini infine la maionese e il philadelphia.
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giovedì 25 febbraio 2010

Le Streghe

Le Streghe

E' da un po' che non posto ricette delle Simili ...
tra l'altro sto partendo per Mantova
con l'obiettivo di partecipare ad un loro corso...chissà ...forse l'ultimo...
e si...perchè, quando vennero a Roma lo scorso dicembre affermarono di essere
veramente stanche, manifestando il proposito di smettere ...
PURTROPPO!!!"


Un tempo, al fine di testare la temperatura dei forni a legna, i panettieri bolognesi cuocevano parte degli impasti tirati in strisce sottilissime e poi ricoperte di olio e sale...
ma spesso bruciavano...
da qui il nome di ''streghe" o ''streia'' in dialetto.
Le sorelle Simili, successivamente modificarono un pochino tale impasto, rendendolo più semplice
da utilizzare e questo tipo di preparazione diede loro estrema notorietà in quel di Bologna, vero è che venivano simpaticamente chiamate "quelle streghe delle Simili" ;D
Ottimi snack da servire con l'aperitivo, accompagnandoli con salse varie.

La solita modifica da me apportata è la riduzione del lievito in favore del tempo di fermentazione.

Le Streghe

Ingredienti per 3/4 teglie:
500 gr. farina 0
250 gr. acqua
10 gr. lievito di birra
50 gr. strutto
12 gr. sale

per rifinire:
olio extravergine
sale (io uso il Fleur de Sel)
eventuali semini o spezie a piacere (sesamo, papavero, ecc...)

A mano:
Impastare sul piano di lavoro, sciogliendo prima il lievito con un po' d'acqua, amalgamare con poca farina, poi unire il sale, lo strutto e la rimanente acqua.
Lavorare per 7/8 minuti, poi lasciar riposare coperto per un paio d'ore.
Ungere la teglia con l'olio, utilizzando un pennello.
Dividere l'impasto in otto parti e stendere la prima con il matterello, cospargere di farina e raddoppiare. Tirare sottile (si può utilizzare anche la sfogliatrice) stendere sulla teglia, pennellare con olio e spolverare con sale, con l'aiuto di una rotella, tagliare a losanghe e infornare su due livelli forno ventilato 210° per 12/15 minuti o finchè prendano un leggero colore biscottato.

Kitchen Aid:
Inserire la farina nella ciotola e azionare a vel 1 con gancio impastatore. Inserire a filo l'acqua dove avremo disciolto il lievito, lo strutto e infine il sale spostare a vel 2 e impastare finchè prenderà corda agganciandosi al gancio. Terminare l'impasto a mano e lasciar riposare coperto per un paio d'ore.
Ungere la teglia con l'olio, utilizzando un pennello.
Dividere l'impasto in otto parti e stendere la prima con il matterello, cospargere di farina e raddoppiare. Tirare sottile (si può utilizzare anche la sfogliatrice) stendere sulla teglia, pennellare con olio e spolverare con sale, con l'aiuto di una rotella, tagliare a losanghe e infornare su due livelli forno ventilato 210° per 12/15 minuti o finchè prendano un leggero colore biscottato.
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martedì 23 febbraio 2010

Supplì al telefono

Supplì al telefono

Qui a Roma non c'è pizzeria o rosticceria che si rispetti dove non troneggino in bella vista montagne di supplì.....
tipica preparazione della cucina laziale; intermezzo, merenda, spuntino che dir si voglia, preferito da noi romani.....
e se per cena si va in pizzeria..... è anche il nostro antipasto preferito....
Ho appena scoperto nel web che il nome supplì, deriva dal francese "surprise" e la sorpresa è la mozzarella al centro che fila (che simula tra l'altro il filo del telefono).....mmmmmhhhhh....una bontà!!!
Mia figlia li adora....
ricordo quando andavo a prenderla all'asilo, e le portavo una merendina.....
storceva immediatamente il naso e intonava la sua cantilena: "vojo il suppì, vojo il suppì"....
ed io, in preda alla disperazione, entravo in pizzeria e le compravo 'sto benedetto suppì! ;D
Da un po' di tempo però.....quando ci prende la voglia, in quattro e quattr'otto li faccio io ;)

Supplì al telefono

Ingredienti per 12 supplì:

300 gr. riso
200 gr. macinato di vitellone
1 pezzettino di cipolla (anche senza)
350 gr. passata di pomodoro
olio extravergine
sale e pepe
brodo (anche di dado)
1 uovo
80 gr. parmigiano grattugiato
mozzarella

per la panatura:
2 uova sbattute
farina
pangrattato

per friggere:
Olio di semi di arachide

In una larga padella, far rosolare la cipolla finemente tritata, aggiungere il macinato, sgranandolo bene con i rebbi di una forchetta e rosolare bene. Unire la passata di pomodoro, aggiustare di sale e far insaporire per qualche minuto. Unire il riso, far intridere bene nel condimento, dopodichè iniziare ad allungare con il brodo aggiungendo un paio di mestoli alla volta e girando continuamente. Terminare mantenendo il risotto al dente e bello asciutto. Spegnere ed aggiungere il parmigiano, mescolare e far freddare. Incorporare l'uovo.
Con le mani umide formare una polpetta con il riso e inserire al suo interno un dadino di mozzarella. Dare una forma ovale al supplì e passarlo prima nella farina, poi nell'uovo sbattuto e infine nel pangrattato.
Friggere in abbondante olio di semi di arachide......meglio se con l'ausilio di una friggitrice.

Supplì al telefono
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lunedì 22 febbraio 2010

Patate lesse..........col trucco!

Patate lesse

A quanti di noi è capitato di imprecare maledicendo le patate lesse???
soprattutto se ci servono per gli gnocchi......

alla ricerca della patata perfetta.....
vecchia, così da essere più asciutta...pasta gialla.. ecc...ecc...
beh'......non tutti sanno però che esiste un metodo infallibile per avere patate asciutte e saporite.....pronte da condire o basi perfette per i nostri piatti.....
parlo della cottura in acqua satura di sale; il metodo di Tenerife per l'esattezza: a seconda della quantità di patate, si aggiunge acqua fredda e 230 gr. di sale per ogni litro di acqua, raggiunto il bollore, si fanno cuocere per il tempo necessario, che solitamente si dilata di una quindicina di minuti portandolo a 50 minuti circa(controllare con uno stecchino solo quando fuori dall'acqua).
Cuocendole in questo modo non avviene processo osmotico, perché i sali minerali contenuti nelle patate non si disperdono in acqua, semplicemente perchè non è libera ma già satura di sali minerali.. per cui a cottura, la patata così bollita é integra delle sue proprietà nutritive e più compatta di una patata cotta al forno in stagnola.
A farlo conoscere a me è stato il simpatico Antonio Chiappini al corso da lui tenuto nella scuola romana "A tavola con lo chef" e da allora le preparo solo così.....

Patate lesse

Desidero ringraziare per la spiegazione tecnica, la cara Francesca, conosciuta grazie ad fb....
la quale avendo avuto modo di vedere il buon Chiappini gli ha chiesto spiegazioni più esaurienti
considerato che
i miei appunti includevano solo le dosi (pane al pane sempre!:D)...........
Grazie Francesca! ;*
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